Bambini di strada invecchiati prematuramente, induriti dalla lotta, non solo per il pasto, ma soprattutto da quella contro gli squadroni della morte che li vedono come “scarti della società” da eliminare.

Si tratta di bambini che possono avere anche solo 5-6 anni, vivono e lavorano per strada chiedendo l’elemosina, vendendo frutta, sigarette ed altro, lucidando scarpe, spesso rubano o si prostituiscono per sopravvivere. Dietro ad ogni bambino di strada c’è una famiglia in estrema povertà, un padre senza lavoro o mal pagato, un figlio non desiderato, una famiglia distrutta, un padre e una madre maltrattatati in un ambiente ostile, e nella maggior parte dei casi, tutti questi fattori insieme. Quando i bambini hanno la strada come casa, luogo di lavoro e sopravvivenza, scuola di vita, sono sfruttati e costretti a mendicare, rubare, prostituirsi; molti bambini trovano così sulla strada l’affetto e la compagnia di amici quali forme di sopravvivenza, molti trovano la morte. Parecchi di loro fanno uso di droghe inalanti come la colla, che sono poco costose e facili da trovare, le utilizzano soprattutto per stordirsi e non sentire la fame e il freddo, ma queste causano danni irreversibili al cervello e debilitazioni fisiche. Quello dei bambini di strada è un problema essenzialmente urbano, che si presenta con maggiore crudezza nelle città industriali dei paesi in via di sviluppo.
In Brasile sono almeno mezzo milione i “Meninos de rua”, vivono e lavorano nei centri delle città più grandi come San Paolo, Rio de Janeiro, Bahia … creando imbarazzo ai passanti e disturbo ai commercianti; inoltre infastidiscono la polizia che li arresta con accuse come il vagabondaggio o semplicemente per la loro presenza sulle strade, reati che non compaiono nel codice penale del paese. Vengono rinchiusi in istituti di pena giovanile, in celle sovraffollate e sporche, e subiscono maltrattamenti e pestaggi da parte delle guardie e, a volte, violenze, inclusi abusi sessuali, da parte di ragazzi più grandi. Moltissimi sono i bambini che popolano le strade di Bogotà e altre città della Colombia, dove il tasso di violenza è tra i più alti dell’America Latina. Fuggono dalle periferie dove le condizioni di vita sono insostenibili e raggiungono ogni giorno il centro delle città, dove spesso vengono assoldati per uccidere su commissione: una pistola e si trasformano in piccoli sicari per un paio di scarpe o un pezzo di pane. Altri si arruolano volontari nei vari gruppi guerriglieri esistenti in Colombia, sperando in una vita migliore, in un pasto sicuro e soprattutto perché il gruppo diventa un surrogato della famiglia inesistente.



